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In Italia grandi giornalisti e grandi professionisti dei media
“Il Premiolino è sicuramente un osservatorio privilegiato sull’universo dell’informazione, tra le sue particolarità fin dalla sua nascita quella di saper riconoscere i migliori talenti del giornalismo. Da Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini da Camilla Cederna e Lietta Tornabuoni a Eugenio Scalfari, da Oreste del Buono, Arrigo Levi, Leonardo Sciascia, Ezio Mauro a Claudio Rinaldi: l’albo d’oro dei premiati ne è la dimostrazione. Sfogliando mezzo secolo di storia de Il Premiolino si scopre come in Italia ci sono non solo grandi firme ma anche titolisti, fotografi, vignettisti che hanno un ruolo non meno importante nei giornali.” Orgogliosa di fare questo mestiere, Chiara Beria di Argentine appartiene alla generazione che ha vissuto e raccontato da cronista fasi tra le più drammatiche della storia italiana, dal terrorismo alla mafia, alle indagini sulla corruzione ma anche cambiamenti nella vita politica del paese: nel 1982, inviato speciale del settimanale Panorama ha vinto Il Premiolino per un’inchiesta sul nuovo PSI di Craxi. “Ricordo con emozione la serata della premiazione, le parole di Tumiati, il giornalista che con Lamberto Sechi mi ha insegnato questo mestiere”, commenta Chiara Beria di Argentine. Altrettanto emozionante per Beria la serata del 14 novembre 2007 quando Il Premiolino fu assegnato a Mario Calabresi, inviato de la Repubblica negli Stati Uniti e figlio del commissario ucciso a Milano negli anni Settanta. “L’ho conosciuto da bambino e ne ho seguito la carriera. Mario è venuto a ritirare il premio a palazzo Marino con sua madre Gemma. Proprio quel giorno – mi ha confidato – sarebbe stato il compleanno di suo padre.” Tra i giurati Chiara Beria di Argentine rimpiange particolarmente Guido Vergani, membro della giuria dal lontano 1964, scomparso nel 2005: “Un grande amico, e un uomo molto divertente, oltre che grande giornalista. Alle riunioni di giuria ci facevamo grandi risate!”. Un premio antico ma sempre in prima linea, Il Premiolino. Indipendenza, coraggio, difesa del diritto all’informazione e della libertà di stampa. Chiara Beria di Argentine pensa, in questi tempi di grave crisi dell’editoria, prima di tutto ai cronisti impegnati ogni giorno a fare il loro dovere nelle zone del Sud Italia controllate dalla criminalità organizzata e agli inviati di guerra sempre più bersaglio dei terroristi. Non a caso a Reporters sans Frontières, l’associazione internazionale che da anni si batte per i giornalisti prigionieri e denuncia le violazioni della libertà di stampa nel mondo, è stato conferito Il Premiolino nel tragico autunno del 2001. “Ricordare quella serata e quel premio significa anche sottolineare il ruolo sempre più delicato che deve avere il giornalismo nel drammatico scenario internazionale in cui viviamo.” Nel 2008, in tutto il mondo, sono stati uccisi sul campo 60 colleghi giornalisti. |