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Il Premiolino? L’ho inventato io!
“Il Premiolino? L’ho fondato io, non ci sono altri che lo hanno fondato”: è con il piglio e con il temperamento che lo contraddistingue che Francesco Conforti, cronista de La Notte per quasi 35 anni e per molti anni responsabile della segreteria del premio, rivela com’è nato il più antico premio giornalistico italiano. “Siamo alla fine degli anni Cinquanta, in Italia c’è il boom economico: Milano allora era tutta diversa perché non c’erano le tensioni che ci sono state successivamente e che ci sono oggi, potevi girare per la città a qualsiasi ora del giorno e della notte. E soprattutto a Milano c’era tutto un fiorire di iniziative editoriali a tutti i livelli e 6 o 7 quotidiani, non solo il Corriere della Sera, anche L’informazione, La Notte, Il Giorno del pomeriggio, l’Avanti, il Corriere d’Informazione. Io allora ero cronista a La Notte e facevo un lavoro tutto particolare che poi non è più stato fatto: giravo per alberghi e ristoranti, facevo la posta ai vagoni letto dei treni che arrivavano da Roma a caccia dei personaggi da intervistare. Attori, dive del cinema, politici arrivavano tutti in treno: io mi mettevo lì ad aspettare e sapevo già chi avrei trovato. Questo mi ha permesso di conoscere un sacco di gente: Walter Chiari, la Lollo, Sofia Loren”. Prima degli anni Ottanta, Milano era già da bere, ricca di locali e ristoranti dove incontrare gli artisti, gli intellettuali, i personaggi famosi: “Al Biffi Scala c’era sempre Rudolf Nureyev; la Callas andava a mangiare alla Barca d’Oro con Meneghini. E poi c’era il Bagutta”. Il Bagutta del premio letterario, dell’intellighenzia milanese, frequentato da Riccardo Bacchelli, da Indro Montanelli, dai giornalisti che contavano in quel periodo. “La sera passavo sempre di lì – continua Conforti – in cerca di notizie e personaggi famosi ed ero diventato molto amico di Enzo Piepoli (la famiglia proprietaria del Bagutta sin dal 1935, ndr). Con Enzo ci è venuta l’idea di fare qualcosa per rivitalizzare il premio letterario.” Ed è così che da una costola del Bagutta, nasce Il Giornalista del Mese, grazie a un variegato gruppo promotore: “Presto si associarono a me tra gli altri Guido Nozzoli, giornalista de l’Unità, il conte Rognoni (editore de Le Ore, primo giornale cochon che c’era a Milano), Giancarlo Fusco, giornalista e scrittore di grande valenza, ed Ennio Anatolio Lucon, figlio di un direttore d’orchestra della Scala”. Sarà proprio quest’ultimo, viveur e gagà meneghino, a fare da tramite per il primo sponsor: Guido Artom, co-proprietario dell’edizione italiana di Selezione del Reader’s Digest. Sponsor di breve durata perché nel 1960 l’Italia ospiterà i Giochi olimpici e Selezione preferirà destinare a questo evento di portata mondiale le sue risorse. Mezzo secolo di premi ai giornalisti di valore ma su due in particolar modo Conforti mette la firma: “Marina Ricci di Canale 5, grande vaticanista, la più grande in Italia: ha seguito tutto il pontificato di Woityla e ora segue Ratzinger, la stessa che alla premiazione nel dicembre 1999 ha esordito dicendo ‘Per me è ancora un mistero come si possa ricevere un premio senza essere raccomandati’. E poi un collega de La Notte, nel 1983, Gianni Randon per un’inchiesta di carattere medico”. |