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Piccolo Bagutta giornalistico specchio fedele dei tempi,
capace di anticipare il successo nazional-popolare di molti colleghi. “In Giuria c’erano fior di giornalisti, professionisti in gamba: quando ho cominciato a frequentare ero l’ultimo pivello arrivato a Milano. Prima di entrare a far parte della giuria, partecipavo alle riunioni senza parlare mai, ascoltavo e basta perché ero ancora alle prime armi e soprattutto perché c’erano fior di giornalisti.” È con questo ricordo di umile, giovane giornalista da poco giunto a Milano dalla natia Parma che Pier Boselli, professionista dalla variegata carriera nazional-popolare, racconta il suo primo approccio con Il Premiolino, “piccolo Bagutta giornalistico e grande occasione per stare insieme tra colleghi”. Fortissime socialità e convivialità per un premio caratterizzato dalla presenza in giuria di molti giornalisti emiliani e romagnoli: il bolognese Enzo Biagi, il riminese Guido Nozzoli, il ferrarese Gaetano Tumiati, solo per citarne alcuni. E poi la Parma rappresentata, tra gli altri, da Pier Boselli e da Francesco Conforti, quest’ultimo per lungo tempo responsabile della segreteria del premio. “Parma può essere considerata la culla del giornalismo perché proprio dalla mia città sono venute grandi firme dell’informazione italiana, sulla scia di personaggi come Zavattini e Guareschi”, sottolinea Boselli che ricorda con grande affetto proprio il periodo iniziale del premio: “C’era Pietro Bianchi (tra i fondatori de Il Giorno di Milano, ndr), il quale era stato mio professore al liceo ed era un po’ il big dell’intellighenzia parmense; e poi Egisto Corradi, a mio parere uno dei più grandi giornalisti italiani, incredibile! E ancora Pier Maria Paoletti che, per chi non lo sapesse, è colui che ha inventato il termine Padania – ha poi diretto un mensile che portava questo nome – senza che questo avesse connotati politico-ideologici. Era anche un grande gastronomo. Criticava sempre il menù”. Una giuria composta da giornalisti con forte personalità: “il temperamentale Conforti a vivacizzare le riunioni; e Morando Morandini sempre a proporre Il Manifesto; e io, più che segnalare bravi giornalisti – a questo ci pensavano già gli altri – arrivavo con le mie proposte un po’ spiazzanti di nomi, testate, programmi di informazione e intrattenimento: Striscia la Notizia, Licia Colò. Ciliegine sulla torta per le quali sono stato molto criticato ma che poi hanno fatto tendenza anche in altri premi giornalistici”. Secondo Boselli Il Premiolino è stato altresì “specchio fedele dei tempi, con una giuria che per diverso tempo ha ben rappresentato un’Italia di guareschiana memoria, divisa tra Don Camillo e Peppone. E avveniva lo stesso all’interno dei quotidiani dove i direttori non volevano donne in redazione. Natalia Aspesi collaborava con La Notte da esterna. Astro emergente del giornalismo, è poi passata a Il Giorno dove è stata assunta, pioniera di un cambiamento che poi ha dato il via all’ondata femminile di giornaliste bravissime come Maria Luisa Agnese alla direzione del Corriere Magazine e ora Concita De Gregorio a l’Unità e molte altre”. |